Tenuta all’aria nella costruzione in legno

La tenuta all'aria nella costruzione in legno è uno degli aspetti progettuali che incidono maggiormente sulle prestazioni dell'involucro nel tempo. Influisce infatti parecchio sia sull’efficienza energetica dell’edificio che sull’esclusione di possibili formazioni di condensa nelle varie stratigrafie.

Indice dell'articolo

Sulla Villa in legno X-Lam che abbiamo realizzato sulle Torricelle di Verona, per esempio, la stratigrafia della parete è stata progettata a secco fin dall’inizio, con doppia lastra interna e isolamento integrato, e completata esternamente con un intonaco con elevata permeabilità al vapore e progettato per lasciar uscire l’umidità residua della struttura. Una scelta definita con il progettista prima ancora di posizionare la prima parete, non un dettaglio lasciato al caso.

villa in legno X-lam

In questo articolo spieghiamo come affrontiamo il tema, con lo stesso livello di dettaglio che usiamo quando parliamo con un progettista: dalla differenza tra una barriera al vapore e una membrana traspirante, agli errori più frequenti che talvolta si riscontrano, fino agli standard che applichiamo nei nostri cantieri.

Che cos’è la tenuta all’aria nelle costruzioni in legno

La tenuta all’aria è la capacità dell’involucro edilizio di limitare i passaggi incontrollati d’aria attraverso pareti, copertura, serramenti e punti di giunzione. Non va confusa con l’isolamento termico: una parete può essere molto isolata ma presentare comunque fuoriuscite d’aria calda che compromettono il comportamento dell’intero involucro.

Nelle costruzioni in legno, la continuità dello strato di tenuta all’aria contribuisce a migliorare l‘efficienza energetica, il comfort interno e la durabilità nel tempo dei materiali e della struttura. Per questo motivo deve essere progettata fin dalle prime fasi e mantenuta per l’intera durata del cantiere.

Tra gli aspetti che influenzano maggiormente il corretto “funzionamento” di un edificio va tenuto conto di:

  • Corretta tenuta all’aria dell’involucro (che riguarda la gestione di passaggi incontrollati di aria calda attraverso i materiali che compongono l’edificio).
  • L’installazione di scambiatori d’aria (chiamati VMC – ventilazione meccanica controllata) gestisce appunto meccanicamente un costante scambio tra l’aria interna e quella esterna dell’edificio.

Sono aspetti diversi, ma strettamente correlati nella progettazione di una parete in legno e degli impianti per la regolazione del comportamento dell’immobile.

Perché la gestione dell’umidità è centrale nel legno

Il legno è un materiale igroscopico: assorbe e rilascia umidità in base alle condizioni dell’ambiente circostante. È una caratteristica molto positiva di cui si deve tenere conto in fase di progettazione. Una cattiva gestione di tali aspetti può presentare nel tempo una diminuzione della capacità di isolamento e delle meccaniche. 

Per questo, in una casa in legno, la stratigrafia della parete e la sua tenuta all’aria e alla pressione del vento non sono un optional da aggiungere dopo il progetto architettonico. Sono parte del progetto costruttivo/esecutivo, al pari del dimensionamento dei pannelli o delle fondazioni. Questo è un tema che abbiamo trattato anche nell’articolo su cos’è la bioedilizia applicata in modo concreto.

Barriera al vapore e membrana traspirante: cosa sono e dove vanno

Qui nasce la maggior parte della confusione, anche tra gli addetti ai lavori: barriera al vapore, freno al vapore e membrana traspirante non sono la stessa cosa, e scambiarle in cantiere è uno degli errori più costosi da correggere a lavori chiusi.

ElementoFunzione principaleDove si posiziona (generalmente)Valore di riferimento Sd (UNI 11470:2015)
Barriera al vaporeLimita completamente il passaggio del vaporeLato interno (caldo)Sd ≥ 100 m
Freno al vaporeRegola il passaggio del vapore, consentendo una migrazione controllataLato interno (caldo)Sd 2–20 m
Membrana traspirantePermette al vapore residuo di uscire e protegge dall’acqua e dal ventoLato esterno (freddo)Sd < 0,3 m

La differenza sta nella capacità di ciascun strato di lasciar passare il vapore acqueo: più uno strato è chiuso, più blocca la migrazione verso l’esterno; più è aperto, più la lascia fluire in modo controllato. In un clima come quello veneto, barriera e freno al vapore solitamente vanno verso l’interno per intercettare il vapore prodotto in casa, cucina, bagni, respirazione, mentre la membrana traspirante va verso l’esterno, per lasciare uscire l’umidità residua senza far entrare acqua piovana e vento.

Il principio guida è, forse, semplice da enunciare ma più delicato da eseguire. La stratigrafia deve favorire una corretta diffusione dell’umidità attraverso i diversi strati, evitando accumuli di condensa all’interno della parete. Se si inverte per errore la posizione di una di queste membrane, cosa che succede più spesso di quanto si pensi, soprattutto con manodopera non specializzata sul legno, si crea una trappola per il vapore che nel tempo inumidisce l’isolante e, in alcuni casi, la struttura.

Errori progettuali frequenti

Nella nostra esperienza di cantiere, gli errori che portiamo all’attenzione dei progettisti sono quasi sempre gli stessi. Il primo è la discontinuità dello strato di tenuta all’aria nei punti critici: passaggi di impianti elettrici, prese a muro, il dettaglio in cui il tetto incontra la parete, il perimetro di porte e finestre. In alcuni casi, nonostante sia stata progettata correttamente la “linea” di tenuta all’aria, questa viene vanificata da lacerazioni della membrana stessa posata impropriamente e non sigillata con appositi accessori. Anche questa situazione può essere deleteria.

Il secondo è la scelta di materiali incompatibili tra loro all’interno della stessa stratigrafia, per esempio un pannello poco traspirante accoppiato a un isolante che ha bisogno di asciugare verso l’esterno. Ogni strato della parete deve essere pensato in relazione a quello accanto e non scelto voce per voce sul listino.

Il terzo, forse il più comune, è la mancanza di un controllo in corso d’opera. Il Blower Door Test viene generalmente eseguito secondo la UNI EN ISO 9972 e misura il valore n50 (espresso in ricambi/ora) dell’edificio, mettendo in leggera pressione o depressione l’involucro e permettendo di individuare le perdite con un anemometro o una termocamera. Fatto solo a fine lavori, quando i muri sono già chiusi, serve solo a certificare un eventuale problema, non più a risolverlo. Fatto in fase di grezzo avanzato, con le pareti ancora accessibili, permette di intervenire subito sui punti deboli.

Tenuta all'aria nella costruzione in legno CG edilservice

Standard esecutivi CG per la tenuta all’aria nella costruzione in legno

Prima di chiudere una parete, verifichiamo la continuità dello strato di tenuta all’aria. Questo viene eseguito tramite nastri e guarnizioni, nei punti di giunzione, negli angoli e nel perimetro del serramento. È un principio che applichiamo in ogni cantiere, a prescindere dal sistema costruttivo. La stratigrafia a secco usata presso il progetto sulle Torricelle, per esempio, facilita anche la posa degli impianti, senza compromettere la tenuta all’aria.

Dove il progetto lo prevede, programmiamo il test Blower Door in fase di grezzo avanzato, quando eventuali perdite si possono ancora correggere senza dover riaprire le finiture.  Lo proponiamo per garantire fin da subito le massime prestazioni dell’edificio.

Il ruolo del costruttore esperto

Un progetto ben disegnato sulla carta non garantisce da solo un risultato corretto: la tenuta all’aria si gioca soprattutto nell’esecuzione, ed è un lavoro che richiede manodopera formata specificamente sul legno, non genericamente sull’edilizia.

È anche per questo che evitiamo di scomporre la fornitura tra troppi subappaltatori scollegati tra loro: chi monta la parete deve conoscere il motivo per cui una guaina va in un certo verso e non nell’altro, altrimenti il dettaglio tecnico più corretto sulla carta rischia di perdersi in cantiere. Un costruttore che segue il progetto dalla stratigrafia al montaggio ha la possibilità di controllare questa continuità passo dopo passo, cosa che un rivenditore di soli pannelli, per definizione, non può fare.

La tenuta all’aria nella costruzione in legno si gioca soprattutto tra il progetto e il cantiere. Se lavori a un progetto tecnico, che tu sia un progettista che deve specificare la stratigrafia corretta o un privato che vuole capire cosa chiedere al proprio costruttore, CONTATTACI. Confrontarsi prima della fase esecutiva è il modo più semplice per evitare di dover intervenire dopo.

FAQ: domande frequenti sulla tenuta all’aria nella costruzione in legno

Qual è la differenza tra barriera al vapore e membrana traspirante?

La barriera al vapore blocca del tutto il passaggio di vapore e si posiziona sul lato interno (caldo) della parete e la si utilizza solo in pochi casi. La membrana traspirante lascia uscire l’umidità residua verso l’esterno (lato freddo) impedendo l’ingresso di acqua e vento. Non sono intercambiabili: la posizione e la funzione sono opposte.

Cos’è il test Blower Door e quando va fatto?

È una prova che mette l’edificio in leggera pressione o depressione per individuare le perdite d’aria nell’involucro. Ha più valore se eseguita in fase di grezzo avanzato, quando i punti critici sono ancora accessibili e correggibili, non solo a lavori ultimati.

Cos’è il test Blower Door e quando va fatto?

È una prova che mette l’edificio in leggera pressione o depressione per individuare le perdite d’aria nell’involucro. Ha più valore se eseguita in fase di grezzo avanzato, quando i punti critici sono ancora accessibili e correggibili, non solo a lavori ultimati.

X-Lam e telaio gestiscono l’umidità allo stesso modo?

I principi di base, continuità della tenuta all’aria e corretta sequenza degli strati, valgono per entrambi i sistemi. Cambiano i dettagli esecutivi, perché un pannello X-Lam pieno e una parete a telaio con intercapedine hanno stratigrafie diverse da gestire.

Basta acquistare materiali di qualità per garantire la tenuta all’aria?

No. I materiali giusti scelti male, montati senza continuità o senza sigillare i punti critici, non garantiscono il risultato. La tenuta all’aria dipende dalla coerenza tra progetto ed esecuzione, non dal singolo prodotto.

Cos’è il valore Sd?

Il valore Sd esprime la resistenza di un materiale al passaggio del vapore acqueo. Più il valore è elevato, maggiore è la capacità del materiale di limitare la diffusione del vapore. La scelta del corretto valore Sd dipende dalla stratigrafia progettata e dalle condizioni termoigrometriche previste.

Il futuro della costruzione sostenibile è nel legno, e noi siamo qui per aiutarti a fare la scelta giusta.

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In questo confronto X-Lam o telaio, analizzeremo i due sistemi con lo stesso approccio metodologico che applichiamo in sede di consulenza, valutando quale soluzione risponda con maggiore efficacia alle peculiarità e agli obiettivi del vostro progetto.

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